Pillole di ricerca in ambito ludico: al via una nuova rubrica

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Pillole di ricerca in ambito ludico: al via una nuova rubrica

Federludo inaugura una nuova rubrica di divulgazione scientifica in cui, con cadenza regolare, vi informeremo in pillole sui principali risultati di articoli scientifici (ovvero con basi metodologiche proprie del metodo scientifico, testate su campioni e popolazioni definite, e dunque ripetibili e verificabili) pubblicate su riviste Internazionali “peer-reviewed” (ovvero articoli pubblicati dopo stringente valutazione e revisione da parte di esperti appartenenti alla comunità scientifica di riferimento) inerenti il gioco.

E’ questo il nostro modo di fornire riferimenti e utile documentazione per la nostra comunità ludica, sul ruolo fondamentale del gioco intelligente nei vari ambiti della società, guardandone insieme le applicazioni in ambito economico, psicologico, sociale, comunicativo, pedagogico e medico. Dal gioco come passatempo, al gioco come metodologia e strumento di ricerca.

Tutti gli articoli presentati, se non liberamente scaricabili (vi indicheremo quando sotto licenza Creative Commons e dunque Open Access) sono soggetti a copyright da parte dell’Editore e pertanto non possono essere liberamente distribuiti. Vi invitiamo a contattarci per avere maggiori dettagli e se interessati a ricevere una copia in pdf degli articoli linkati. Vi invitiamo anche ad inviarci eventuali suggerimenti di lettura all’indirizzo info@federludo.it

Il primo recentissimo articolo di cui vorremmo parlarvi è stato pubblicato pochi mesi fa da un pool di ricercatori dell’Università del New England, Australia, sulla rivista “Computers in Human Behavior” (Impact Factor 3.45) ed intitolato “Short video game play improves executive function in the oldest old living in residential care”, tradotto in Italiano suonerebbe grossomodo “Brevi sessioni di videogame migliorano la funzione esecutiva in anziani che vivono in strutture residenziali”.

Visto che la maggior parte di noi sta passando questo periodo in casa, spesso in famiglia e giocando in digitale, se avete sottomano una Playstation e un nonno, avete mai pensato di fargli provare qualche videogame tipo, per esempio, “Star Wars Battlefront”? No? Bhè, allora vi consigliamo di farlo perchè lo studio che vi riassumiamo ha dimostrato come nelle persone anziane, di età compresa tra gli 89 e i 97 anni (si, avete letto bene, 97 anni) e senza sintomi di deterioramento cognitivo, ospiti di case di riposo, l’aver giocato a Star Wars per 6 volte, 30 minuti a sessione, nell’arco di tre settimane, ha migliorato la loro attenzione visiva e la capacità di alternare attività differenti. Anche la loro “memoria di lavoro” (che permette agli individui di capire e rappresentarsi mentalmente l’ambiente circostante, di acquisire nuove conoscenze e di risolvere nuovi problemi) è risultata maggiormente stimolata. Interessante che, invece, dopo un mese dalla conclusione dell’esperimento, le suddette performance siano tornate ai livelli di base pre-trattamento. Questi interessanti risultati contribuiscono ad indicare che anche i videogiochi possono rappresentare valide opzioni per il tempo libero di adulti e anziani, allenando la mente e svolgendo anche un ruolo nel migliorare la salute cognitiva .

#pillolediscienzaludica #episodio1

Citazione completa e link all’abstract:

Alex McCord, Bernadine Cocks, Ana Rita Barreiros, Lewis A. Bizo. Short video game play improves executive function in the oldest old living in residential care. Computers in Human Behavior, 108, 2020, 106337

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0747563220300911

#Disclaimer

Quello che vi presentiamo è un riassunto divulgativo dell’articolo. Le informazioni sulle variabili e gli indicatori misurati, il disegno sperimentale ed i test statistici sono puntualmente descritti all’interno del testo della pubblicazione scientifica che vi invitiamo a leggere per approfondire il tema.

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